Zibibbo

Tipico prodotto dell’isola di Pantelleria, lo Zibibbo è un vino profumatissimo e dal sapore eccezionale che richiama alla mente i colori e le atmosfere del Mediterraneo. Data la scarsità del territorio coltivato e le sempre maggiori difficoltà incontrate dai produttori, si tratta di un vino che ormai sta diventando sempre più una rarità.

E, come tale, merita di essere apprezzato in tutte le sue sfaccettature: non solo per la sua grande qualità, ma anche per via del fatto che viene prodotto da una vera e propria “agricoltura eroica”, capace di sopravvivere nei secoli in una terra arida e difficile.

Zibibbo

Zibibbo: zona di produzione

Lo Zibibbo è un vino prodotto esclusivamente nell’isola di Pantelleria. Secondo il disciplinare di produzione, infatti, può essere ottenuto solo da uve provenienti da quest’isola; anche tutte le operazioni di vinificazione devono essere rigorosamente condotte a Pantelleria, mentre è consentito l’imbottigliamento del prodotto in tutto territorio amministrativo della Regione Autonoma della Sicilia. La DOC per i vini dell’isola di Pantelleria fu istituita nel 1971, quando venne pubblicato il Disciplinare di produzione dei vini a Denominazione d’Origine Controllata “Moscato di Pantelleria”, “Passito di Pantelleria” e “Pantelleria” (vedi link in fondo alla pagina). In particolare, sotto la tipologia “Pantelleria” ricade anche lo Zibibbo; il Disciplinare è stato successivamente modificato nel 2000.

Il vitigno Zibibbo è conosciuto anche con il nome di Moscato di Alessandria, Moscato di Pantelleria, Salamanna o Moscatellone. Il termine “Zibibbo” ha un’interessante origine, e deriva dalla parola araba “zabib”, che significa “uva passa”, “uvetta”. E nel nome è racchiusa una importante peculiarità delle uve prodotte da questo vitigno: si prestano bene ad essere sottoposte ad essiccazione in seguito alla raccolta. Furono proprio gli Arabi, ma qualcuno ritiene addirittura i Fenici prima di loro, a portare in Italia questo vitigno, che nelle regioni del sud trovò condizioni favorevoli per la crescita; attraverso la selezione si ottenne poi un vitigno in grado di produrre uve, e quindi vino, dalla spiccata aromaticità e dal profumo inconfondibile.

Attualmente la maggior parte dello Zibibbo viene coltivato nei tipici terrazzamenti di origine araba dell’isola di Pantelleria. Le statistiche riportano che, sull’isola, è addirittura coltivato a Zibibbo circa il 95% dei vigneti! Da questo vitigno si ricava non solo l’omonimo vino ma anche, ad esempio, i famosi Moscato e Passito di Pantelleria; inoltre, a causa della sua dolcezza, il prodotto ottenuto può essere anche utilizzato come vino da taglio soprattutto per i vini del nord Italia, che spesso sono deficitarii in termini di contenuto zuccherino e di aromaticità. I maggiori acquirenti, in tal senso, sono le regioni del Veneto e del Piemonte. La resa dell’uva in vino si aggira intorno al 70%, per una produzione massima di 70 ettolitri per ettaro.

L’uva Zibibbo matura abbastanza tardivamente e presenta grappoli voluminosi, con acini dal bel colore verde-giallo. È ottima non solo per la produzione di vino, ma anche per il consumo diretto: a causa della sua dolcezza, infatti, viene commerciata sia come uva da tavola che come uva passa.

La produzione è molto bassa: si parla di qualcosa come 10 quintali per ettaro che, paragonato ad altre zone italiane che producono invece 70-120 quintali per ettaro, è davvero indicativa delle difficili condizioni nelle quali le uve Zibibbo si trovano a crescere. Lo stesso Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali ha riconosciuto ai viticoltori di Pantelleria l’attestazione di “agricoltura eroica”, per via delle difficoltà di coltivazione in un mondo nel quale i piccoli produttori stanno ormai scomparendo, e la produzione di Zibibbo sta registrando un declino costante negli anni. Sarà, dunque, un vino destinato a scomparire?

Naturalmente ci si augura di no: non solo per l’eccezionalità del prodotto del quale stiamo parlando, ma anche per via del fatto che bel l’85% dell’economia isolana ruota intorno alla viticoltura e alla produzione degli straordinari vini a DOC di Pantelleria.

Caratteristiche organolettiche e chimiche dello Zibibbo

Lo Zibibbo è un vino dall’inconfondibile colore giallo dorato brillante, che può essere anche presentare riflessi dorati. Il profumo è tipico, gradevole e fruttato, con note di mandorla, albicocca e zagara. Il sapore è caratteristico di moscato, dolce, aromatico e con un tipico retrogusto di mandorla; vino di gran corpo, lo Zibibbo lascia in bocca un finale aromatico ed elegante.

La gradazione alcolica minima di questo vino è di 10°, con un’acidità totale minima di 5 grammi per litro ed un estratto secco netto minimo di 18 grammi per litro.

Modalità di servizio e abbinamenti dello Zibibbo

Lo Zibibbo viene servito rigorosamente freddo, a temperature comprese fra 8 e 12°C; il bicchiere ideale è un tulipano medio piccolo.

Ottimo come aperitivo, esalta in modo eccezionale i tipici piatti mediterranei a base di pesce e di crostacei. Alcuni apprezzano anche l’abbinamento con piatti saporiti come il foie gras o i formaggi erborinati, ma è con i sapori dolci che questo vino si trova in miglior compagnia. I dolci tipici della tradizione siciliana come cannoli, paste di mandorla, cassata sono un ottimo accompagnamento allo Zibibbo, ma anche dessert o gelati a base di pistacchio o con creme di ricotta.

Siti internet da consultare

Consorzio volontario per la tutela e la valorizzazione dei vini a DOC dell’isola di Pantelleria
Sito del Consorzio per la tutela dei vini dell’isola di Pantelleria, contenente informazioni sui produttori e una serie di utili indicazioni turistiche e commerciali.

Disciplinare di produzione dello Zibibbo
Testo della normativa ufficiale.

Una risposta

  1. Lorenzo Gelmi

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