Veuve Clicquot

Un altro marchio noto nel panorama mondiale dello champagne è sicuramente il Veuve Clicquot. La sua storia è abbastanza travagliata ma è riuscito ad emergere grazie al coraggio e all’inventiva di una donna che, nei primi anni del ‘800, ha inventato il primo rosè e il primo millesimato. Con questa guida avrete modo di scoprire la origini, i successi, le difficoltà e i retroscena più interessanti legati al mondo di Veuve Clicquot.

storia e tradizione dello champagne veuve clicquot

Le origini e l’evoluzione del marchio

Molto spesso restiamo affascinati da grandi storie di forza e coraggio in cui le protagoniste sono giovani donne che, a seguito della morte del loro marito, hanno saputo tramutare il loro dolore in ambizione e sete di successo. Un esempio? Cinzia Campolmi delle Macchiole o Barbara Banke della Jackson Family Wines, le quali sono riuscite nell’impresa di creare un nome, un marchio, un successo, diventando delle vere e proprie icone dell’enologia internazionale. Quanto a storie di coraggio ed eroismo, fra tutte queste donne c’è una in particolare che non ha eguali: Barbe Nicole Ponsardin (sposata Clicquot). Non solo una gran donna ma una vera e propria leggenda. E’ stata una rivoluzionaria nel suo campo, creando la prima cuvée millesimata e inventando la table de remuages, un meccanismo di rotazione per le bottiglie che in seguito fu migliorato con dei ripiani scavati e inclinati.

Barbe Nicole era figlia del barone Ponsardin che, grazie alla sua amicizia con Napoleone, in breve tempo divenne sindaco di Reims. La casa Clicquot fu fondata nel 1772 a Reims, dall’industriale tessile Philippe, il quale successivamente consegnò la direzione al figlio Francois che si suicidò nel 1805, lasciando da sola Barbe Nicole che a quei tempi aveva solo 27 anni e aveva sposato suo marito solo 6 anni prima. La nobil donna non entrò in uno stato di disperazione ma si rimboccò le maniche mettendosi al comando dell’impresa di famiglia. Erano anni molto difficili: guerre ed eserciti erano sparsi un po’ ovunque. Proprio in quel periodo nacque la tecnica del sabrage, ovvero un modo alternativo per aprire la bottiglia di champagne attraverso l’utilizzo di una sciabola.

Nel 1811 si verificò il passaggio della Grande Cometa e, in tale occasione, Barbe Nicole diede vita a le vin de la Comète, grazie al quale qualche anno più tardi lanciò il proprio brand in Russia. Infatti, l’apice del suo successo fu raggiunto nel 1814 quando contrabbandò 10.000 bottiglie in territorio sovietico, eludendo l’embargo di Napoleone. Fu così che l’intera corte degli Zar russi e le varie famiglie nobiliari del tempo divennero i suoi più fedeli clienti. Intrepida e tenace, questa giovane vedova fu costretta ad affrontare da sola un contesto esclusivamente maschile, trasformando la sua piccola azienda in una casa vinicola di enorme successo e aprendo le porte ai mercati esteri nonostante i blocchi continentali imposti da Napoleone. Degne di nota sono anche le numerose peripezie legate alla sua sfera privata. Dopo la morte del marito, l’audace vedova si circondò di uomini dall’animo focoso e più giovani di lei, come Georg von Kesser ed Edouard Werlé che diventò suo erede nel 1866.

Nonostante fosse una donna con una volontà ferrea e dalle incredibili capacità imprenditoriali, Barbe Nicole pretendeva che sua figlia Clémentine non seguisse il suo esempio non proprio esemplare per quanto riguarda la sfera sentimentale. Fu così che la figlia andò in sposa ad un ricco aristocratico, il conte Chevigné, che purtroppo non si dimostrò una persona all’altezza. Infatti, era noto per vizio del gioco e per la sua passione per le donne. Proprio per questo, la dame Clicquot non volle mai farlo entrare nella maison di famiglia. Al conte, però, non andò giù questa storia e si vendicò con la pubblicazione di una serie di episodi erotici che vedevano come protagonista Barbe Nicole. Al di là delle trasgressioni a letto, dobbiamo a lei e al suo chef de cave Antoine Muller, l’invenzione dello sbeccamento (dégorgement) con le bottiglie capovolte e la rimozione dei lieviti esauriti al termine della rifermentazione.

 

Curiosità legate al brand Clicquot

Nel 2010 sono state scoperte 46 bottiglie di Veuve Clicquot 1839 nei pressi di un’isola del Mar Baltico. Chi ha avuto il privilegio di assaggiarne un po’ ha decantato un vino ancora vibrante, capace di suscitare forti emozioni nonostante l’assenza del perlage. Una di quelle bottiglie è stata messa all’asta e acquistata da un collezionista per 30.000 dollari, una cifra record per uno champagne meso all’asta.

Oggi, il fiore all’occhiello della maison è il Veuve Clicquot Grande Dame, con la variante Grande dame Rosé, in onore di questa grande donna dello Champagne.

Il motto di Madame Clicquot è: «Una sola qualità, la migliore».

Oggi, la maggior parte della produzione di Veuve Clicquot con etichetta gialla non millesimata viene prodotta in milioni di bottiglie mantenendo inalterato lo standard qualitativo: cremosità, freschezza, corpo e ottima bevibilità sono doti che contraddistinguono questo champagne, rivelandosi una vera “goduria” per il palato.

Madame Clicquot è stata una figura creativa e innovativa nel mondo delle “pregiate bollicine”. E’ sua la méthode champenoise: i vini di seconda fermentazione, che stavano a riposo almeno un anno per la creazione di bollicine di anidride carbonica, venivano ruotati manualmente di 25 gradi (un quarto di giro) in modo tale che la posa e tutti i sedimenti si staccassero dal vetro per scendere nel tappo che, a sua volta, veniva sostituito per ottenere un effetto vivo, chiaro e trasparente del prodotto. Questo procedimento rimase segreto per circa 15 anni.

 

Veuve Clicquot Extra Brut Extra Old: assemblaggio e note di degustazione

L’attuale chef de Caves della Maison Veuve Clicquot, Dominique Demarville, ha voluto creare una variante leggermente diversa dalla classica essenza del Brut Yellow Label, dando vita allo Champagne Extra Brut Extra Old. Si tratta di un Cuvée composto da 47% di Pinot Noir, 27% di Chardonnay, 26% di Meunier, provenienti da un assemblaggio di sei ottime annate fresche e ben strutturate: 1988, 1996, 2006, 2008, 2009 e 2010. Queste uve sono state fatte riposare per almeno tre anni sui residui nei tini e, poi, per altri tre anni in bottiglia sui propri lieviti, per ottenere uno champagne multivintage, setoso, minerale, puro e con un bassissimo grado zuccherino. Grazie alla sua freschezza è ideale per un aperitivo di classe ma anche per accompagnare un ottimo pranzo a base di piatti delicati dai sapori intensi.

Sito web dedicato al marchio Clicquot

Per conoscere tutte le novità, gli eventi e le iniziative legate al mondo Veuve Clicquot è possibile visitare il sito ufficiale della rinomata maison.

www.veuveclicquot.com

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *