Porto

Fra i vini liquorosi più conosciuti, se non il più famoso in assoluto, il Porto riveste un’importanza eccezionale nel panorama dei vini mondiali. Unico come il territorio dal quale proviene, il vino Porto è contraddistinto da un sapore inconfondibile, ed apprezzabile in svariate tipologie commerciali.

Scopriamo quindi come viene prodotto il Porto, la sua storia affascinante e le varietà presenti sul mercato.

Zona di produzione del Porto

Il “Vinho do Porto” o, semplicemente, Porto, è un vino prodotto nella valle del Douro, attraversata dall’omonimo fiume. Questa spettacolare valle è situata ad est di Porto, città del nord del Portogallo; al mondo, si tratta della terza regione vinicola nella storia ad essere stata oggetto di protezione.

La valle del Douro, infatti, venne riconosciuta come territorio esclusivo di produzione del Porto addirittura nel 1756; più “datate” risultano solo essere le aree di produzione del Chianti in Italia (1716) e del Tokai in Ungheria (1730).

La storia di produzione del vino in Portogallo, ed in particolare nella valle del Douro, risale ad epoche antichissime e, precisamente, al periodo di dominazione epoca romana, quando nel I secolo a.C i conquistatori introdussero per primi la coltivazione della vite. A testimonianza di questa lunga storia di tradizioni e costumi, nel 2001 la valle del Douro venne dichiarata dall’Unesco Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

Porto

Il vino è prodotto esclusivamente con uve provenienti dalla valle del Douro; la lavorazione delle stesse e la produzione del vino tuttavia sono concentrate nella città di Porto e, precisamente, a Vila Nova de Gaia. Si tratta di una cittadina situata sulla sponda meridionale del fiume Douro, la cui importanza strategica fu riconosciuta fin dai tempi antichi.

Le uve e le botti contenenti il vino venivano infatti trasportate via fiume da tutta la valle del Douro fino a Vila Nova de Gaia, per essere successivamente lavorati e sottoposti ad invecchiamento; e l’ottimo collegamento con l’Oceano Atlantico consentiva in tempi successivi di imbarcare verso destinazioni estere il vino Porto.

Via mare le navi cariche del prezioso vino raggiungevano il resto dell’Europa e, in particolare, i porti dell’Inghilterra: gli Inglesi sono infatti da sempre i maggiori acquirenti di questo vino. Nel settecento, infatti, il Porto era estremamente apprezzato nei salotti dell’alta borghesia come in quelli dalla classe aristocratica. A tutt’oggi, la maggior parte della produzione viene venduta all’estero: questo vino infatti, contrariamente a quanto si possa pensare, non è fra i vini preferiti dei portoghesi, che lo bevono solo raramente!

Il Porto non è un vino classico: si tratta, infatti, di un prodotto ottenuto dalla fermentazione incompleta del mosto. Mentre è ancora in corso, infatti, la fermentazione viene fermata (in termine tecnico, “mutizzata”) mediante l’aggiunta di alcool proveniente dalla distillazione delle vinacce (acquavite, detta localmente aguardente). Questa operazione fa sì che gli zuccheri ancora contenuti nel mosto non subiscano più il loro destino naturale, ovvero la trasformazione in alcool etilico, ma rimangano all’interno del vino. Ciò gli consente di avere un caratteristico sapore dolce, ed inconfondibile. E, naturalmente, l’aggiunta di alcool puro contribuisce ad innalzarne in modo rilevante la gradazione alcolica.

Vitigni utilizzati

Nonostante siano centinaia le diverse varietà di uve utilizzate per la produzione del rosso, solo cinque sono particolarmente diffuse: Tinta Cão, Tinta Barroca, Touriga Nacional, Touriga Francesa e Tinta Roriz (detta anche Tempranillo).

Per il bianco, invece, si utilizzano uve a bacca bianca delle varietà Gouveio, Folgasão, Malvasia Fina, Donzelinho Branco, Esgana-Cão, Viosinho e Rabigato. Molte volte, nel corso della storia, si cercò di ottenere il Porto solo da una varietà di uve, ma al momento quasi tutto quello in commercio è prodotto a partire da una mescolanza delle diverse varietà, sapientemente miscelate in base alle loro caratteristiche al fine di ottenere il miglior vino possibile.

Tipologie e caratteristiche delle varietà di Porto

Invecchiamento del vino Porto e categorie

Modalità di servizio e abbinamenti

Va conservato in un ambiente fresco e buio, con temperatura costante ma non eccessivamente fredda. Se la bottiglia è chiusa con un turacciolo va conservata in posizione coricata, mentre deve rimanere verticale se ha un tappo a vite. Per quanto riguarda le temperature ottimali di servizio, solo il bianco va servito freddo (8-12°C); le altre tipologie si apprezzano meglio attorno ai 15-20°C, ad eccezione del Tawny che può essere gustato leggermente più fresco.

Il Porto è un ottimo vino da meditazione, da sorseggiare da solo. Può essere anche servito come aperitivo, in accompagnamento a stuzzichini o da solo; in questo caso, i migliori tipi sono il White o il Tawny. In alternativa, a causa della sua dolcezza è anche un eccellente accompagnamento a dolci e dessert; da non trascurare, infine, è l’abbinamento con i formaggi.

Il Porto viene anche utilizzato come ingrediente in cucina, ad esempio nella preparazione di diversi tipi di dolce; fra le pietanze salate, si può rivelare ottimo per insaporire o sfumare pesce o carne, durante la fase di cottura.

Una curiosità: in alcune regioni dell’Inghilterra era diffuso il rituale secondo il quale, a tavola, la bottiglia venisse passata da un commensale all’altro, in senso rigorosamente antiorario e senza mai appoggiare la bottiglia al tavolo!

Siti internet da consultare

Instituto dos Vinhos do Douro e Porto
(in inglese) Istituto dei Vini del Douro e del Porto, contenente informazioni sul territorio, sui vini prodotti e sul turismo legato all’enologia.

2 Commenti

  1. Ferdinando
  2. monaco ferdinando

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