Morellino di Scansano

Praticamente sconosciuto sino ad una dozzina di anni fa, negli ultimi anni il Morellino di Scansano ha vissuto una vera e propria stagione di successi, affermandosi sul panorama vinicolo sia italiano che estero. Rosso, corposo e dal carattere deciso, questo vino è originario della Maremma toscana e ha una storia di tutto rispetto risalente al periodo etrusco prima, e romano poi. Ecco una guida alla scoperta del Morellino di Scansano, fiore all’occhiello dei vini maremmani.

Zona di produzione del Morellino di Scansano

L’entroterra maremmano è la culla del Morellino di Scansano: sin dai tempi degli Etruschi questo territorio collinare è stato destinato con successo alla pratica della viticoltura. Grazie al clima mitigato dalle brezze del mar Tirreno ed alle piogge costanti tutto l’anno, e particolarmente abbondanti nel periodo primaverile, questo territorio offre alle uve eccellenti presupposti per la loro crescita e maturazione.

Le fonti storiche scritte più antiche a testimonianza della vocazione di questo territorio risalgono al XII secolo, ed in particolare alcuni documenti conservati negli archivi testimoniano la produzione di un vino di “eccelsa bontà”; tuttora, la coltivazione delle viti – che non vengono fatte crescere in altezza, ma tenute basse – può essere considerata un’eredità ricevuta dagli Etruschi, che crescevano i loro vitigni in modo molto simile.

Al Morellino di Scansano è stata riconosciuta la DOC (Denominazione di Origine Controllata) nel 1978, mentre la prestigiosa DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita) è arrivata in tempi recenti, e precisamente nel 2007. Il Disciplinare di Produzione ha subito una recente modifica nel mese di luglio del 2010.

Morellino di Scansano

Le uve destinate a diventare Morellino di Scansano devono essere coltivate all’interno della provincia toscana di Grosseto, ed in particolare nella fascia collinare compresa fra i fiumi Ombrone ed Albegna. All’interno di questa fascia sono compresi gli interi territori comunali di Manciano, Magliano in Toscana, Grosseto, Campagnatico, Semproniano e Roccalbegna. Anche tutte le operazioni di vinificazione, invecchiamento ed imbottigliamento devono essere effettuate all’interno di quest’area ben definita, o tutt’al più da aziende certificate situate entro due chilometri dai confini della stessa.

Attualmente è il Consorzio di Tutela del vino Morellino di Scansano che difende, vigila e promuove la DOCG, riunendo 26 aziende consorziate e circa 150 produttori vinicoli. Fra gli importanti servizi offerti dal Consorzio (vedi link in fondo alla pagina) vi è anche la possibilità, collegandosi al link http://www.consorziomorellino.it/tracciabilita.asp, di inserire il numero seriale riportato sulla bottiglia per risalire alla provenienza del vino.

Vitigni utilizzati per il Morellino di Scansano e invecchiamento

Per la produzione del Morellino di Scansano vengono utilizzate uve provenienti per l’85% da vitigni Sangiovese; possono tuttavia essere impiegate, fino al 15%, anche uve a bacca nera non aromatiche, purché riconosciute ed autorizzate dalla regione Toscana. I vitigni devono essere posizionati in zone collinari ben esposte, con esclusione quindi delle zone di fondovalle.

La resa massima consentita è di 90 quintali per ettaro, mentre la resa massima delle uve in vino finito non deve superare il 70%; per ogni ettaro quindi si hanno produzioni massime di vino pari a 63 ettolitri.

Il “Morellino di Scansano” può essere immesso al consumo solo a partire dal 1° marzo successivo all’anno di raccolta delle uve. Il vino della tipologia “Morellino di Scansano Riserva”, invece, deve obbligatoriamente essere sottoposto ad un periodo di invecchiamento minimo di due anni, dei quali almeno uno deve avvenire in botti di legno. Questo periodo di invecchiamento viene calcolato a partire dal 1° gennaio successivo all’annata di produzione delle uve. Su tutte le bottiglie di Morellino di Scansano, sia quello tradizionale che il “Riserva”, deve essere riportata l’annata di produzione delle uve.

Caratteristiche organolettiche e chimiche dl Morellino di Scansano

Il Morellino di Scansano è caratterizzato da un bel colore limpido rosso rubino intenso, che tende al granato con il procedere dell’invecchiamento. Il profumo è fine, etereo, intenso e gradevole, con eventuale sentore di legno e frutti rossi come prugna o marasca. Il sapore è caldo, intenso, asciutto e lievemente tannico, che diventa sempre più morbido con l’invecchiamento.

Il Morellino di Scansano Riserva si presenta con un colore rosso cupo intenso, dai riflessi granato. Il profumo è persistente ed intenso, e richiama ai sentori di frutti a bacca rossa e nera (come, ad esempio, la prugna secca); con il procedere dell’affinamento in botte tendono a comparire anche profumi più speziati di vaniglia e cannella. Il sapore è corposo, caldo ed asciutto; la presenza dei tannini è solo lieve, ed il gusto risulta piacevolmente vellutato e morbido. Dopo averlo assaporato, rimane al palato una piacevole e lunga persistenza.

Il titolo alcolometrico volumico totale minimo per la versione “tradizionale” del Morellino di Scansano è di 12.5°, mentre per il “Riserva” è di 13°. L’acidità totale non deve essere inferiore a 4.5 grammi su litro, con estratto non riduttore minimo di 24 grammi su litro (tradizionale) o, nel caso del “Riserva”, di 26 grammi su litro.

Modalità di servizio e abbinamenti del Morellino di Scansano

Al fine di poterlo apprezzare al meglio, il Morellino di Scansano deve essere stappato almeno un’ora prima del consumo: solo in questo modo, infatti, il vino potrà ossigenarsi e rilasciare i suoi profumi intensi e caratteristici. La temperatura di servizio ideale è sui 18°C, mentre si consiglia l’utilizzo di bicchieri ampi e capienti in grado di raccogliere e concentrare gli aromi del vino.

Il Morellino di Scansano si può considerare come un ottimo vino da tutto pasto, che si sposa in modo perfetto alla cucina tipica maremmana, ricca e saporita. Questo vino può essere servito con antipasti vari (ad esempio, salumi tipici o crostini toscani preparati con fegatini di pollo) o con primi al ragù di carne; grazie al suo sapore intenso e corposo, si abbina in modo eccellente alle carni rosse e, in particolar modo, ad arrosti e brasati, ma anche a carni alla brace e spezzatini. Ottimo è anche l’accostamento con selvaggina e cacciagione, come ad esempio cinghiale, fagiano e lepre: un accostamento tipico è quello con le saporite pappardelle di lepre.

Il Morellino di Scansano non solo è ottimo per accompagnare i pasti, ma anche per preparare gustose ricette come, ad esempio, risotti, brasati o stracotti.

Siti internet da consultare sul Morellino di Scansano

  • Consorzio di Tutela del Morellino di Scansano
    Sito ufficiale del Consorzio di Tutela, contenente informazioni riguardo alle produzioni vinicole, alle aziende produttrici ed al territorio. In costante aggiornamento la sezione dedicata alle news ed alla rassegna stampa.
  • Disciplinare di Produzione
    Testo completo del Disciplinare di Produzione del Morellino di Scansano, aggiornato al luglio 2010.
  • Il SaporeDiVino – Morellino di Scansano
    http://www.ilsaporedivino.com/morellino-di-scansano/
    Sito internet contenente informazioni su storia e caratteristiche del Morellino di Scansano, con la possibilità di accedere direttamente ai siti dei produttori vinicoli.
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