I migliori vini campani del 2018

Viaggio in una delle regioni più fertili d’Italia: da secoli il territorio campano, insieme alle regioni immediatamente limitrofe del Mezzogiorno, si presta alle coltivazioni di particolari qualità di viti, che opportunamente trattate fruttano dei vini riconosciuti a livello internazionale. La produzione di maggiore quantità e qualità si concentra in maniera particolare in Irpinia, dove sono localizzati 3 vini DOCG di grande fama, e nella provincia di Benevento, dove sorge la quarta ed ultima coltivazione di vini a Denominazione di Origine Controllata e Garantita. Altri territori importanti per il panorama enologico regionale sono il Cilento, vasta zona facente parte dal punto

I migliori vini campani del 2018

Viaggio in una delle regioni più fertili d’Italia: da secoli il territorio campano, insieme alle regioni immediatamente limitrofe del Mezzogiorno, si presta alle coltivazioni di particolari qualità di viti, che opportunamente trattate fruttano dei vini riconosciuti a livello internazionale. La produzione di maggiore quantità e qualità si concentra in maniera particolare in Irpinia, dove sono localizzati 3 vini DOCG di grande fama, e nella provincia di Benevento, dove sorge la quarta ed ultima coltivazione di vini a Denominazione di Origine Controllata e Garantita. Altri territori importanti per il panorama enologico regionale sono il Cilento, vasta zona facente parte dal punto amministrativo della provincia di Salerno, e nell’ampia macchia verde situata alle falde dei Monti del Partenio, fra le province di Napoli ed Avellino.

Prima tappa fra i migliori vini campani: l’irpino Taurasi

Il primo vino che menzioniamo in questa selezione è il Radici, una bottiglia prodotta dall’azienda Mastroberardino a partire da un vitigno 100% Aglianico nell’ambito del comprensorio del Taurasi. Il comprensorio del Taurasi, il primo in Campania riconosciuto nel disciplinare per la produzione di vini DOCG, include diversi comuni della provincia di Avellino, in particolare di un’ampia area che segue il corso del Calore in Irpinia. La vendemmia viene effettuata tra fine ottobre ed inizio novembre nei territori di Montemarano e Mirabella Eclano, ad un’altitudine media compresa fra 450 e 550 m; dopo una lunga macerazione, il vino viene affinato per almeno 24 mesi in barriques e fusti di rovere. Il vino prodotto da Mastroberardino è dunque un vino rosso rubino, corposo, dal bouquet intenso che ricorda i frutti rossi e la ciliegia, offrendo al contempo un sapore speziato ed avvolgente, con una temperatura di servizio che si aggira intorno ai 18°. Eccezionale l’accompagnamento con i salumi ed i formaggi tipici della zona, così come con arrosti a basa di carne rossa.

Il nostro viaggio nel mondo del Taurasi prosegue con due vini prodotti da Luigi Tecce, un vignaiolo originario di Paternopoli, nel comprensorio del Taurasi, comune in cui ha ereditato dalla famiglia un vigneto di 5 ettari ed una passione spiccata per questo mestiere. Le sue due bottiglie, a testimonianza del forte legame di questa cultura con la tradizione greco-romana, si chiamano Poliphemo e Satyricon. Il Taurasi Poliphemo, con marchio DOCG sulla bottiglia, viene prodotto in una vignata impiantata oltre 85 anni fa, viene fatto fermentare dopo coltura e macerazione per 40 giorni e poi sottoposto ad un affinamento della durata complessiva di 2 anni. Anche questo è un vino da accompagnare sempre a piatti sostanziosi come arrosti di carne e formaggi stagionati. Il Satyricon, invece, con riconoscimento del marchio DOC, nasce da un vitigno Aglianico in un vigneto di età media 15 anni; in questo caso si riduce il tempo di fermentazione spontanea e di macerazione a 30 giorni in contenitori di acciaio, con 2 anni di affinamento in botti di rovere. Il risultato è un vino rosso dal sapore maggiormente fruttato, acquistabile alla bottiglia su alcuni e-shop specializzati.

Alcuni bianchi d’eccezione fra i migliori vini campani

Fra gli ottimi vini prodotti dal vignaiolo Ciro Picariello, originario del comune di Summonte, rientra il Fiano di Avellino. Anche questo vino si fregia del titolo DOCG per la produzione e l’imbottigliamento esclusivi nella provincia di Avellino, in particolare nell’omonimo comprensorio di comuni situati a non più di 20 km dal capoluogo provinciale. La produzione del Fiano di Ciro Picariello avviene fra i comuni di Summonte e Montefredane ad altitudini non inferiori ai 500 metri s.l.m. e con varietà di uva 100% Fiano. Dopo la raccolta e la fermentazione del mosto per 60 giorni a 12 o 13 Gradi Centigradi, l’affinamento avviene in vasche di acciaio inox per 10 mesi, con batonnage periodici che servono a mantenere inalterati gli odori e i sapori fino al termine della produzione. Al naso si presenta piuttosto potente per la sua categoria, con rimandi a fieno e fiori bianchi, e con un marcato sapore minerale. L’accompagnamento ideale è con antipasti e primi piatti a base di pesce.
Il vino forse più rinomato a livello internazionale e perciò più pregiato fra quelli prodotti in Campania è il Greco di Tufo, un vino così importante da essere menzionato già ai tempi degli autori latini come un prodotto riservato a pochi. Anche questo, così come il Fiano e il Taurasi, è un vino riconosciuto con il marchio DOCG, e per questo motivo prodotto soltanto in 8 comuni della provincia avellinese fra cui lo stesso comune di Tufo. Il Greco si distingue per il caratteristico colore giallo paglierino, per un bouquet intenso e gradevole, particolarmente fine, così come per un sapore secco e sapido. Ideale l’accompagnamento con i risotti, specialmente a base di pesce, e con i crostacei, e con una selezione ridotta di antipasti. La temperatura di servizio di questo vino generalmente è fra gli 8 e i 12°.

Alternative di lusso nelle altre province della regione

Oltre alla provincia di Avellino, che rimane il cuore del patrimonio enologico regionale, di grande tradizione sono anche le produzioni di vino nel Sannio e nell’area dei Campi Flegrei, dove nascono alcuni dei vini campani più apprezzati. L’Aglianico del Taburno, quarto ed ultimo vino della regione riconosciuto dal marchio DOCG, nasce ai piedi del monte omonimo, e con la certificazione ricevuta dal 2011 la sua produzione avviene esclusivamente in una ristretta cerchia di comuni della provincia di Benevento, compreso lo stesso capoluogo. La variante proposta nella fattispecie è un rosato Albarosa, che viene prodotto a partire da vitigni 90% Aglianico e un 10% Sangiovese, grazie a cui il prodotto finale si presenta fresco e dolce al gusto e dagli odori fruttati. Il vino, che come da normativa è obbligatoriamente prodotto ed imbottigliato nell’area Aglianico del Taburno, è il frutto di una vendemmia che parte nella prima settimana di ottobre su terreni collinari.
Molto in crescita negli ultimi anni è anche il mercato del Piedirosso Campi Flegrei, un vino che si fregia della Denominazione di Origine Controllata, e che perciò viene prodotto esclusivamente nella Città Metropolitana di Napoli. Noto anche localmente come Pér’e Palummo, questo vino viene prodotto a partire da vitigni 100% Piedirosso, una particolarità del territorio partenopeo, e rispetto ai rossi sopra citati è un vino che subisce un trattamento ed un affinamento meno prolungati. Il risultato è un vino che si presenta fine all’olfatto e particolarmente fresco sul palato, tant’è che si presta meglio a pietanze non troppo complesse come formaggi freschi le carni bianche alla brace.

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