Marsala

Fra i più famosi vini italiani, il Marsala è ovunque apprezzato per le sue inconfondibili caratteristiche organolettiche e per la sua estrema versatilità. Consumato come aperitivo o in accompagnamento al dolce, utilizzato per la preparazione di pietanze o servito durante i pasti, il Marsala regala sensazioni uniche in qualsiasi modo venga utilizzato. Ecco dunque una guida al famosissimo vino siciliano che tutto il mondo ci invidia, e che è reputato fra i migliori vini liquorosi a livello internazionale.

Origine

Il Marsala è un vino liquoroso prodotto in Sicilia, la cui fama globale si deve attribuire all’inglese John Woodhouse che nel 1773, a causa di una tempesta, fu costretto ad attraccare al porto di Marsala mentre era in navigazione per Mazara del Vallo.

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L’inglese dovette trascorrere quindi alcuni giorni a terra e, recandosi presso le osterie della città, si imbatté in un vino molto speciale: il “Perpetuum”. Si trattava infatti del miglior vino prodotto in zona, che gli abitanti riservavano per le grandi occasioni. Woodhouse ne fu talmente colpito che decise di spedirne un discreto quantitativo a Liverpool, ritenendolo adatto ai salotti dei gentiluomini britannici; prima, però, lo addizionò con una adeguata quantità di acquavite che ne permettesse la conservazione durante il lungo viaggio.

Il Marsala riscosse un enorme successo presso la corte e la nobiltà inglesi, che già erano cultori (e ottimi acquirenti) di altri vini liquorosi come il Madera o il Porto. Gli inglesi si dedicarono quindi intensivamente al commercio e alla produzione di questo vino, acquistando grandi appezzamenti di terreno e costruendo nuovi stabilimenti; per facilitare i trasporti ed il commercio, contribuirono inoltre all’ampliamento del porto cittadino. L’ammiraglio Nelson apprezzava talmente il vino Marsala al punto da definirlo “degno della mensa di qualsiasi gentiluomo”, e rifornendo la propria flotta con questo prodotto; l’apprezzamento durò quindi fedelmente nei secoli, ed ancor oggi, la casa regnante inglese rimane un fedele acquirente del Marsala. Mentre gli Inglesi ebbero l’egemonia della produzione per moltissimi anni, solo nel 1832 si assisté alla nascita della prima cantina tutta italiana: quella – ancor oggi famosissima – fondata dalla famiglia Florio.

Zona di produzione del Marsala

Attualmente il Marsala viene prodotto nel comune omonimo e in tutta la provincia di Trapani, eccezion fatta per le località di Pantelleria, Alcamo e Favignana. A seconda della loro tonalità di colore (influenzata da svariati fattori come uve utilizzate, diverse metodologie di lavorazione e durata dell’invecchiamento) si distinguono diverse qualità di Marsala: “Oro”, “Ambra” e Rubino”.

Un’ulteriore classificazione del Marsala viene effettuata in base al suo contenuto zuccherino e, per questo, esistono le tipologie “Dolce” (quantità di zuccheri superiore a 100 grammi per litro), “Semisecco” (zuccheri compresi fra 40 e 100 grammi per litro) e “Secco” (zuccheri inferiori a 400 grammi per litro).

Ma non è finita qui: esistono anche importanti differenze dovute alle modalità di produzione del Marsala. Per questo, si distinguono le tipologie:

  • Fine” (conciato, invecchiato almeno un anno);
  • Superiore” (conciato, invecchiato almeno due anni);
  • Superiore Riserva” (conciato, invecchiato almeno quattro anni);
  • Vergine” o “Soleras” (non conciato, invecchiato almeno cinque anni)
  • Vergine Riserva” o “Soleras Stravecchio” o “Soleras Riserva” (non conciato, invecchiato almeno dieci anni).

Per Marsala “conciato” si intende un vino dalla lavorazione del tutto particolare, al quale sono stati aggiunti mosto cotto, sifone ed alcool (o acquavite). Il mosto cotto è un prodotto ottenuto dal mosto delle uve Catarratto, che viene trattato al vapore all’interno di caldaie di rame oppure cotto direttamente sul fuoco. Grazie a questa procedura il mosto diventa denso e molto zuccherino, riducendosi ad un terzo del volume originario; aggiunto al Marsala, gli conferisce un sapore leggermente amarognolo e vellutato. Il “sifone” (detto anche “mistella”) è invece ottenuto dalla vendemmia tardiva delle uve della varietà Grillo; ciò che si ottiene dalla pigiatura viene collocato in botti nelle quali era stato precedentemente posto dell’alcool, che ha lo scopo di bloccare la fermentazione. L’aggiunta del sifone consente al Marsala di avere un gusto forte, ma al contempo anche dolce.

Il termine “Soleras” si riferisce invece ad una modalità di invecchiamento degli alcolici che fu introdotta in Sicilia dallo stesso John Woodhouse. Si tratta di un sistema che all’epoca era già usato per la produzione di altri vini liquorosi come lo Sherry ed il Porto, e che consiste in uno stoccaggio del Marsala in botti sovrapposte per un totale di cinque diversi “strati”. Il vino nuovo viene messo nella botte più in alto, dopo aver trasferito parte del suo contenuto (il vino dell’anno precedente) nella botte sottostante; ogni anno, un terzo del contenuto di ciascun contenitore viene travasato nel contenitore sottostante fino a raggiungere la botte situata alla base della colonna. Il contenuto di quest’ultima è poi destinato all’imbottigliamento. Il vino “Perpetuum” assaggiato per la prima volta da Woodhouse veniva prodotto con un metodo analogo e, da qui, il suo nome: era infatti un modo per “perpetuare” il vino nel tempo!

Il Vino Marsala detiene un invidiatissimo primato: si tratta infatti del primo vino italiano ad essere stato dichiarato DOC (Denominazione di Origine Controllata): questo accadde nel 1969, ma il primo atto di tutela promosso risale addirittura all’anno 1931! Fu allora che, per la prima volta, vennero definite le diverse modalità produttive, comprendendo tutte le pratiche dalla vigna fino all’imbottigliamento del prodotto finito.

Vitigni utilizzati per il Marsala e invecchiamento

Per la produzione del Marsala nelle varietà “Ambra” e “Oro” vengono impiegate pregiate uve bianche delle varietà Grillo, Catarratto, Damaschino e Inzolia. Mentre per l’”Oro” è vietata l’aggiunta di mosto cotto, per l’”Ambra” la quantità di mosto cotto deve essere almeno dell’1%. Il Marsala “Rubino” viene invece ottenuto da uve a bacca nera Pignatello, Nerello Mascalese e Nero d’Avola alle quali possono concorrere, per una misura non superiore al 30%, le uve bianche sopra elencate; non è consentita in nessun caso l’aggiunta di mosto cotto.

La resa massima consentita delle uve è di 90 quintali per ettaro per i vitigni a bacca nera, e di 100 quintali per i vitigni a bacca bianca. La resa massima per il mosto è dell’80%, mentre la resa in vino non deve superare il 75%.

L’invecchiamento è un processo variabile, che può durare da un minimo di un anno ad oltre dieci anni. I tempi minimi di invecchiamento sono per il Marsala “Fine” di un anno, per il “Superiore” di due anni, per il “Superiore Riserva” di quattro anni, per il “Vergine” di cinque anni e, infine, per il “Vergine Riserva” di dieci anni.

Caratteristiche organolettiche e chimiche del Marsala

Il Marsala Fine prodotto nelle tipologie “Oro” ed “Ambra” presenta un colore che va dal giallo ambrato al dorato intenso, con un profumo persistente e tipico che richiama agli aromi di tabacco, legno e liquirizia; il sapore è dolce, caldo ed intenso. Il Marsala FineRubino” è invece contraddistinto da un deciso colore rosso rubino, che con l’invecchiamento assume toni via via sempre più ambrati; il profumo è intenso e presenta aromi di confetture e marasca cotta, con un sapore caldo, aromatico e ricco. La gradazione alcolica minima per la tipologia “Fine” è di 17°.

Il Marsala Superiore nelle tipologie “Oro” ed “Ambra” ha un colore trasparente e brillante che va dal dorato intenso al giallo ambrato. Il suo profumo è molto persistente, armonico e complesso, mentre il sapore è vellutato, dolce, e caratterizzato da una buona struttura. Il Marsala SuperioreRubino” presenta invece un colore rosso rubino, che diventa via via ambrato col procedere dell’invecchiamento; il profumo è intenso e presenta aromi di fiori appassiti, frutta secca, con un sapore aromatico, caldo, armonico e vellutato. La gradazione alcolica minima per la tipologia “Superiore” è di 18°. Il Superiore Riserva presenta le stesse caratteristiche del Superiore, ma si distingue da esso per l’invecchiamento di durata maggiore (almeno quattro anni, contro i due del “Superiore”).

Infine il Marsala Vergine del tipo “Oro” ed “Ambra” ha un colore brillante compreso fra il dorato e il giallo ambrato, con profumo intenso, persistente ed etereo; il sapore è tipicamente caldo, asciutto ed intenso, ottimamente equilibrato e dalla importante struttura. Il Marsala VergineRubino” presenta invece un brillante colore rosso rubino, talvolta con riflessi aranciati ed ambrati dovuti all’invecchiamento; il profumo è intenso, persistente, caratteristico e complesso, con un sapore vellutato, asciutto, caldo, strutturato e dal grande equilibrio. La gradazione alcolica minima per la tipologia “Vergine” è di 18°. Anche in questo caso il Vergine Riserva presenta caratteristiche analoghe al Vergine, ma un invecchiamento più prolungato (almeno dieci anni).

Modalità di servizio e abbinamenti del Marsala

Tutti i tipi di Marsala vanno serviti in un bicchiere del tipo “tulipano”, a stelo alto.

Il Marsala è considerato fra i migliori vini da dessert del mondo, e si accompagna splendidamente a dessert, frutta e numerosissime specialità di pasticceria. La temperatura di servizio consigliata si aggira sui 12-18°C; in particolare, si consigliano accostamenti come Marsala Fine con biscotti, piccola pasticceria e frutta secca, Marsala Superiore e Superiore Riserva con specialità spiccatamente dolci come pasticceria cremosa e frutta fresca; Marsala Vergine con prodotti da forno e di pasticceria dal sapore non eccessivamente dolce.

Ottimo vino da meditazione, il Marsala può anche essere consumato da solo, lontano dai pasti; in questo caso si prestano bene le tipologie Superiore Riserva, specialmente nelle tipologie “Dolce” o “Semisecco” ad una temperatura di circa 16°C; se si opta invece per il Marsala Vergine o Vergine Stravecchio, la temperatura ottimale è invece di 12-14°C.

Il vino è utilizzato come ingrediente nella preparazione di moltissimi piatti, dagli antipasti al dolce. Fra le preparazioni più famose troviamo, fra i piatti a base di carne, le classiche scaloppine al Marsala o diversi tipi di arrosto. Ottimo per insaporire le preparazioni dolci, il vino Marsala viene impiegato ad esempio nell’impasto dei cannoli siciliani, per la preparazione di dolci al cucchiaio e di crostate, per insaporire la frutta e come ingrediente base per lo zabaione.

Siti internet per approfondire il Marsala

Consorzio del Vino Marsala
Sito del Consorzio del Vino Marsala, contenente informazioni sul territorio, sui produttori, sugli eventi in programma e sulle iniziative legate al vino. Riporta anche utili informazioni turistiche e sulla ricettività del territorio.

Marsala DOC
Ricco di informazioni, in questo sito sono presenti sezioni dedicate alla storia, alle aziende e al territorio di produzione del Vino Marsala.

Marsala Online
Pagina web contenente informazioni interessanti e curiosità riguardanti il Vino Marsala.

Associazione Strada del Vino Marsala
Sito di promozione turistica e culturale contenente informazioni sul vino Marsala e sui prodotti del territorio, con utili informazioni riguardo ad itinerari ed offerte turistico-alberghiere.

Cantine Florio
Sito della più antica azienda italiana di produzione del Vino Marsala.

2 Commenti

  1. Francesca
  2. luca

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