Il Merlot, tra storia e leggenda

Considerato uno dei vini rossi più rinomati al mondo, il Merlot fa parlar di sé oltre che per il suo prestigio anche per il suo sapore intenso e unico. La sua fama è così grande da essere conosciuto anche con altri appellativi come Crabutet, Médoc noir, Langon e Bigney, anche se le terre della Gironda sono quelle più produttive e che, ancora oggi, riescono a dar vita al miglior Merlot di sempre. Scopriamo più nel dettaglio questo prodigioso vino dal gusto classico e dalle eccellenti proprietà organolettiche, rivolgendo una particolare attenzione alle origini, alla storia e ad alcuni suggerimenti per apprezzarlo al meglio.

vino rosso merlot

Le origini

Il primo accenno al Merlot risale al 1783 in un documento di Libourne en Gironde, ma bisogna attendere il 1824 per vedere il suo nome “merlot” in un trattato di vini del Médoc, una rivista che elogiava numerose etichette vinicole valorizzandone caratteristiche e peculiarità. Ad esempio, il Merlot era denominato così per via dei grappoli del vitigno molto graditi dai merli!

Il Merlot ha origini antichissime e, solo da qualche anno, è stata scoperta la sua parentela con il cabernet franc. Nel 2009, è stata fatta anche un’altra scoperta inerente al suo ramo genetico, ossia un vitigno sconosciuto e abbandonato nei pressi di Saint-Malo, in Bretagna. Questa varietà fu poi ritrovata quattro anni dopo in quattro differenti zone dello Charente, dove era conosciuta con il nome di “uva della Madeleine” per il suo periodo di maturazione che avveniva intorno al 22 luglio, il giorno di Santa Maddalena. In seguito, questo vitigno fu ribattezzato con il nome di magdeleine noire des Charentes e fu riconosciuto ufficialmente come la madre del merlot.

Caratteristiche e metodo di produzione

Per la sua produzione il Merlot non ha bisogno di particolari condizioni climatiche e di suolo poiché riesce facilmente ad adattarsi a qualsiasi tipo di temperatura e a terreni molto umidi e argillosi. La buccia della gemma è solitamente sottile con acini piuttosto grandi, mentre la forma di allevamento più utilizzato è il guyot singolo e bilaterale.

Le caratteristiche principali del Merlot sono la sua morbidezza e la sua rotondità che spesso vengono “esasperate” fino all’estremo sia nel monovitigno sia nelle miscele. Così facendo, però, si è amplificata la sua fama di vino “piacione” penalizzando leggermente la sua ottima reputazione. La morbidezza deriva dai continui passaggi in botti di rovere, escludendo a priori quelle in acciaio o cemento.

Il risultato è alquanto eccezionale: l’aroma fruttato a bacca nera e le note erbacee si percepiscono subito all’olfatto, specialmente se il vino non è maturo. Per quanto riguarda la miscela, l’amico “stretto” del Merlot è indubbiamente il cabernet sauvignon che, unito ad altri vitigni, porta alla nascita di numerosi tagli bordolesi in ogni parte del pianeta, dal Sud Africa al Cile fino al Nuovo Mondo.

Il Merlot ben si presta alla spumantizzazione, anche se quelle poche bottiglie in circolazione sono di difficile reperimento. Generalmente, si tratta vini fruttati, con un carattere abbastanza complesso che da una parte si rivelano ottimi per pasteggiare, dall’altra invece si rendono poco raffinati.

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