Dom Perignon

Il Dom Pèrignon porta già nel nome atmosfere di altri tempi. Dom Perignon è il marchio dello champagne per eccellenza, e una delle marche più apprezzate in tutto il mondo in fatto di ‘vini speciali’. Se vuoi approfondire la storia di questo famosissimo marchio e sapere come ottenere il meglio da una bottiglia di Dom Perignon, te lo sveliamo gratuitamente in questa nostra guida.

Dom Perignon

Storia del marchio Dom Perignon

Il ‘Dom’ era usato dai monaci benedettini come “titolo di rispetto”, tratto dal termine della lingua latina ‘dominus’. E Dom Pèrignon era proprio il nome di un monaco esistito realmente nel 1600, figlio di un impiegato francese entrato in monastero per gli studi a tredici anni e, in seguito alla formazione di una solida cultura teologica e filosofica, rimasto nell’ordine benedettino come monaco.

Nel 1668 diventa ‘cellario’ dell’abbazia di Hautvillers, vicino Reims, e conserva l’incarico fino alla morte nel 1715. L’occupazione principale delle sue lunghe giornate è la cura delle vigne e delle cantine di proprietà del monastero e, ben presto, l’approfondimento delle tecniche viticole.

La conoscenza sempre più profonda dei metodi per la produzione di vino di vario tipo trova applicazione nella produzione di vini bianchi che ben presto conquistano il favore della nobiltà e della borghesia parigine…ed è più o meno qui che nasce lo champagne, nella sua versione ‘spumantizzata’.

Il procedimento è semplice, si tratta di imbottigliare il vino quando la fermentazione è ancora in corso e di conseguenza, grazie alla chiusura ermetica con tappo di sughero, si formano le bollicine per via dell’anidride carbonica ‘intrappolata’ nella bottiglia.

Per l’epoca rappresenta una svolta ed è a partire dall’esistenza del monaco Dom Pèrignon che si inizierà a parlare di champagne: poco importa se lui ha avuto il merito di inventarlo o ‘solo’ quello di aver creato il substrato per la sua invenzione. Prima di lui le bollicine non c’erano, dopo si.

O almeno, la leggenda vuole che lo champagne trovi qui i natali, ma l’attribuzione, come tutte quelle ‘importanti’, è controversa. Si dice che in realtà lo champagne con la spuma esistesse prima del nostro ‘Don’ e che non sia stato lui a creare la flùte, perché i bicchieri prendono in prestito la forma dalle forme di donne famose, di rango, come Madame Pompadour, innegabile ispiratrice della coppa rotonda e accogliente…

E che dire del ‘prezioso’ segreto confidato dall’instancabile ‘Don’ sul letto di morte ad un fidato amico: per raggiungere il risultato, aggiungere al vino dei pesche prive di nocciolo, cannella, una buona dose di zucchero candito e l’acquavite.

Ci uniamo al gruppo dei perplessi: possibile che l’inconfondibile sapore di uno dei migliori champagne al mondo derivi da un simile intruglio? Tutto può essere, anche perché l’abate era astemio e dal momento che non beveva le sue creazioni, magari non si limitava nell’infilarvi qualunque ingrediente il suo estro suggerisse….

E neanche questo è del tutto vero, perché sembra che non assaggiasse l’uva dei vigneti, ma quelle portate dai coltivatori: “Non le assaggiava fino alla colazione del giorno seguente, dopo averle esposte all’aria notturna, sul davanzale della sua finestra. Non creava la cuvèe solo il base ai propri gusti, ma anche a diverse condizioni: maturazione precoce, maturazione tardiva, freddo, pioggia, quantità di foglie presenti sulle viti….”

Il momento migliore per sorseggiare un Dom Perignon

Un tempo lo champagne era riservato alle occasioni speciali….oggi si sorseggia in molte circostanze, senza grandi preclusioni, e con l’unico criterio dello chic. Il Dom Pèrignon rimane un prodotto di lusso per quanto non si consumi più soltanto nelle serate di gala, ma anche come aperitivo…

L’imperativo rimane comunque l’originalià, rimane il lusso, rimane quell’eleganza che rende unica la tavola più semplice e innalza sull’onda di una tradizione che si rinnova con un tocco di inconfondibile, e soprattutto inimitabile, glamour.

Dom Perignon come antipasto

Con pomodorini e capesante, con calamari ed erbette, con croissant al parmigiano e gamberi gratinati.

Dom Perignon a pranzo

I primi. Con riso tailandese alla vaniglia, con maccheroncini al ragù di pesce, con brodo di crostacei, con pendette alla cernia. Il pesce regna sovrano accanto allo champagne.

I secondi. Con branzino e asparagi, con dentice e carotine fresche, con misto di scampi e gamberi, con capretto e spinaci. In questo caso, una timida apertura alla carne, ma il pesce rimane comunque il più indicato, quel non plus ultra difficile da contrastare.

Dom Perignon come dessert

Con la frutta fresca è il massimo: ananas, mango, papaia… e ovviamente, le imbattibili fragole. Per i dolci alla crema si deve abbinare con creme leggere, soffici, impalpabili…dalla chantilly in poi.

Perché Dom Pèrignon?

Lo sappiamo: è elegante, sofisticato, e simboleggia il meglio. Ma la sua fama da dove viene? Deve avere pur poggiato su delle basi quando ancora non era ‘nessuno’.

Ebbene, la sua prima qualità è…la qualità. Le uve sono selezionatissime, solo pinot noir e chardonnay, e rigorosamente della stessa annata.

Prima dell’imbottigliamento, per il prezioso liquido è d’obbligo un riposino in cantina di un minimo di sei e un massimo di dieci anni, a seconda del tipo. Dopo sette anni, risulta fresco e leggermente speziato; dopo dodici, l’aroma si arricchisce di malto, nocciola, biscotto e il gusto diventa più deciso; oltre i venticinque, raggiunge il top.

Tutte le caratteristiche sono fuse tra loro in un amalgama speciale e la ricchezza aromatica rimanda al sapore inconfondibile del Dom Pèrignon più pregiato, dal sapore intenso ma inafferrabile, come quello di un profumo.

Infine, ultima non certo per importanza, l’annata. Il Dom viene prodotto solo in alcune annate, che appaiono speciali per fattori climatici, composizione e aspetto dei vitigni e una serie di altre minuziose valutazioni legate agli agenti atmosferici. E le versioni in cui il marchio declina la propria produttività sono numerose: il Rosè, creato per la prima volta dopo un inverno indulgente e una primavera molto piovosa.

Bottiglia del Dom Perignon

Un bottiglia chiamata Desiderio. Karl Lagerfeld, 1998. Un designer d’eccezione per un’annata particolare, per un’edizione limitata di Dom Pèrignon Vintage 1998. Il risultato è una bottiglia elegante, completamente rivestita da borchie dorate, che imprigiona in veste moderna un prodotto classico e tradizionale. Contrasto e chame per il re degli champagne.

Dom Pèrignon by Marc Newson (2006). “E’ più di un semplice contenitore per una bottiglia di champagne. Il materiale con cui è realizzato ha la capacità di fungere da isolante e di mantenerlo fresco senza ricorrere al tradizionale secchiello per il ghiaccio.

Questo prodotto cela un aspetto molto funzionale che rischia di non essere colto, se ci si limita ad ammirarne l’impertinenza esteriore”. Una bottiglia che va oltre se stessa, oltre il lusso per il quale è concepita e oltre il piacere di essere tra i pochi fortunati ad averla. Seguirà una nuova versione, ma la prima, realizzata nel colore verde neon che rappresenta il marchio distintivo di Newson, rimane comunque un capolavoro.

La frase celebre sul Dom Perignon

Marilyn Monroe: “Dom Pèrignon, il mio champagne preferito”. Compagno fidato per lei durante ma soprattutto al termine delle passioni sentimentali: dopo la separazione da Arthur Miller, ad esempio, come consolazione.

E quando sbocciava un nuovo amore prendeva una delle tante bottiglie che teneva in casa e in automobile come scorta, versava in due coppe e a volte, come nel caso di un viaggio con lo sceneggiatore Hans Lembourn, mormorava: “Ora siamo in vacanza”.

E quando doveva provare un abito: le lunghe sedute per la creazione dell’abito per il festeggiamento del compleanno di John Kennedy furono ‘annaffiate’ da fiumi del “fidato amico” Dom.

Versione preferita in assoluto: Dom Pèrignon del 1953.

Siti web dedicati al Dom Perignon

  • Dom Perignon
    Il sito Internet dell’azienda. Basta essere maggiorenni per entrare nel mondo delle bollicine più pregiate….
  • Moethennessy
    Il marchio che produce il Dom Pèrignon. Notizie e curiosità

Pubblicità su e con Dom Perignon

A volte le parole non servono….in questo caso, bastano le immagini:

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