Cabernet Sauvignon, un vino dalla storia centenaria

La storia vitivinicola è contrassegnata da numerosi vini di pregiata fattura, ma esiste una particolare varietà che primeggia su tutte le altre: il Cabernet Sauvignon. Un vino raffinato e nobile come una figura regale di Versailles, che oltre a fare bella mostra di sé possiede anche una grande storia alle spalle. Infatti, già a partire dal XVIII secolo molti estimatori, come Montesquieu, lo classificarono come un vino eccellente sotto ogni punto di vista. Vediamo nel dettaglio attraverso questa pratica guida come nasce, i tratti distintivi e la tecnica di produzione di questo vino prelibato.

vino rosso cabernet sauvignon

La storia

Il Cabernet Sauvignon è conosciuto anche con altri nomi in base alla provenienza: Bordeaux in Svizzera, Bordo in Romania e Burdeos Tinto in Spagna. Anche se il nome originario fu Petit Cabernet, come è ben sottolineato nel libro delle uve di Feuilhade del 1777. Negli anni a seguire il nome gli fu cambiato da un altro grande scrittore, Duprè de Saint-Maur, che lo rinominò Grande Cavernet sauvignon, ma fu solo nel 1840 che comparve per la prima volta il nome di Cabernet Sauvignon.

Le origini di questo rosso risalgono al 1700 circa, esattamente nella zona francese di Bordeaux, regione molto conosciuta per aver dato i natali a molte altre etichette famose e apprezzate in tutto il mondo. In sostanza, si tratta di un incrocio tra Cabernet Franc e Sauvignon Blanc con una produzione presente in moltissime regioni del pianeta grazie al suo facile adattamento a qualsiasi tipo di clima. La vite del Cabernet Sauvignon è caratterizzata da un grappolo dalla buccia robusta e spessa in cui si concentrano aromi e profumi tipici di quella terra.

La sua coltivazione avviene in terreni poco fertili e la sua forza è piuttosto rilevante tanto da essere sottoposto a più potature durante l’anno per mantenere la sua vitalità. Il vitigno per maturare impiega molto tempo e ha una spiccata predilezione per il calore del sole, mentre la presenza di aria calda dei primi giorni autunnali ben si presta per la vendemmia. Una volta generato il “nettare”, questo viene fatto riposare in botti di rovere francese in modo da ingentilire quella punta di acidità che contraddistingue questo vitigno, donandogli rotondità e quel tocco di dolcezza che non guasta mai.

La buccia, essendo ricca di sostanze pigmentanti, conferisce al vino un colore rosso rubino così intenso da renderlo impenetrabile alla luce solare, mentre il suo profumo evoca ricordi di frutti di bosco, amarena, muschio e tabacco, con chiari accenti di pepe nero e sbuffi balsamici. Sono percepibili anche note di peperone, foglie di pomodoro e olive, grazie alla “presenza” del sauvignon blanc.

Abbinamenti gastronomici particolari e degustazione

Il Cabernet Sauvignon è un vino particolare che ha bisogno di un compagno di “avventura” all’altezza per essere apprezzato al meglio. A partire dal calice, che deve essere rigorosamente a pancia ampia e profonda per una migliore ossigenazione e per una visione a 360 gradi di quella meravigliosa tonalità rosso rubino scuro. D’altronde, anche l’occhio vuole la sua parte!
La fragranza sprigionata dalle uve rosse è un inno alla gioia per le papille gustative, con aromi tradizionali dei vitigni francesi e tocchi “lignei” regalati dalla lunga permanenza nelle barrique in rovere.

Al primo assaggio si percepiscono accenti fruttati di ribes e more e un leggero aroma erbaceo che incantano l’olfatto. Va servito a una temperatura di circa 18 gradi con piatti a base di carni forti e aromatizzate, come l’arrosto di maiale, e formaggi stagionati. Si sposa benissimo anche con pietanze a base di tartufo esaltandone il gusto raffinato.
In conclusione, degustare un calice di Cabernet significa immergersi in un “contesto” aromatizzato che rievoca immagini di boschi e picchi montagnosi baciati dal sole.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *