Bagnoli Rosato DOC

Rimanendo in terra veneziana, un altro vino rosato degno di nota è sicuramente il Bagnoli Rosato DOC e, grazie a questa guida , possiamo scoprire i migliori abbinamenti gastronomici oltre alla tecnica di lavorazione e produzione che fanno di questo rosato uno dei vini più antichi di sempre.

 

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Le origini e l’ingiusta degradazione

Il Bagnoli Rosato DOC è prodotto in determinate regioni della Penisola, in special modo nella zona di Bagnoli di Sopra, dove si è ritagliato una fama e un’importanza senza eguali nonostante si tratti di un rosè. Sì, perché i vini rosati non sempre sono visti di buon occhio a causa di una serie di caratteristiche non molto vantaggiose. Purtroppo, questa tipologia di vini ha una bassa quantità di polifenoli che causano una repentina perdita di acidità. Per questo motivo non sono idonei all’affinamento in bottiglia e devono essere consumati nell’arco di due anni dall’imbottigliamento. Trascorsi i due anni, anche la migliore bottiglia di rosato perde le sue “peculiarità” organolettiche, la sua profumazione fruttata e quel sapore morbido e fresco.

Ecco spiegato il motivo per cui anche il Bagnoli Rosato DOC patisce, come tutti i vini rosati DOC, una degradazione senza valide ragioni rispetto ai più pregiati e stimati vini bianchi e rossi. Negli ultimi anni, fortunatamente, si sta verificando un cambio di tendenza improntato a valorizzare i vini rosè che, come confermano i più esperti, affondano le loro radici in vitigni e tradizioni antiche che molte regioni italiane ed europee, come la Francia, stanno provando a rivalutare.

Caratteristiche e metodo di produzione

Come tutti i vini rosati di qualità, anche il Bagnoli Rosato DOC viene prodotto in maniera specifica attraverso metodologie che possono essere suddivise in tre categorie: il salasso, la pigiatura diretta e la macerazione carbonica. Questi processi si rivelano abbastanza complessi e laboriosi ma come risultato finale garantiscono vini di ottima fattura, la cui qualità può essere paragonata agli eccellenti vini bianchi e rossi, prodotti attraverso una vinificazione naturale.

Le uve utilizzate per produrre questo squisito rosato veneto sono in gran parte le stesse impiegate per la produzione dei rossi. L’unica differenza, se così si può definire, è la diversa posizione geografica dei vitigni collocati in zone in cui è presente un clima caldo che ricrea una condizione ideale per la produzione di un rosè dal gusto particolare. Le varietà di uve utilizzate per produrre il Bagnoli Rosato riguardano per lo più vitigni come Merlot (15%), Carmenere (in misura inferiore al 25%) e il Raboso Piave veronese (massimo 15%). Per la produzione possono essere utilizzate anche vitigni dislocati nelle regioni padovane in misura non superiore al 10% del totale delle viti.

Curiosità e degustazione

Da circa un millennio, in questa zona meridionale della provincia di Padova, si intrecciano gusto, passione, storia e vitigni. Bagnoli di Sopra, infatti, è stata la sede di un monastero benedettino i cui monaci, già dal 964, portarono avanti la coltivazione di vitigni che, col passare degli anni, divennero sempre più grandi e di notevole importanza. Ecco spiegato il motivo per cui al vino prodotto all’interno di questo comune può essere affibbiata la qualifica di vino “classico”.

Questo rosato, date le sue caratteristiche aromatiche e speziate, può essere abbinato con numerose pietanze gastronomiche, come ravioli al radicchio e salsiccia, minestre in brodo e finocchi impanati.

 

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