Aglianico del Vulture DOC

L’Aglianico del Vulture è un vino a Denominazione di Origine Controllata originario della provincia di Potenza, e definito non a caso “Barolo del Sud” per via delle sue eccellenti caratteristiche organolettiche per certi versi simili a quelle del rinomato vino piemontese. In questa guida scopriremo le origini e la storia dell’Aglianico del Vulture DOC, le diverse tipologie nelle quali viene prodotto e alcuni suggerimenti per gustarlo al meglio.

Origini e zona di produzione dell’Aglianico del Vulture DOC

L’Aglianico del Vulture è un eccellente vino proveniente dalla Basilicata e prodotto in particolare nella sola zona del monte Vulture, che si trova nella parte settentrionale della provincia di Potenza. Questo monte è in realtà un vulcano inattivo, spento ormai da molto tempo, sulle cui pendici si trovano terreni dalle caratteristiche pedologiche e climatiche uniche.

Il terreno è infatti ricco in sali minerali e soprattutto di potassio, un macroelemento fondamentale per la crescita dei vegetali e naturalmente anche delle viti. Infatti, nella vite, il potassio gioca un ruolo fondamentale nel metabolismo e nella traslocazione degli zuccheri.

Nel territorio di origine sono inoltre presenti numerose sorgenti naturali di acqua minerale, il che rende questa zona della Basilicata il luogo ideale per le attività agricole e vitivinicole di qualità.

L’Aglianico del Vulture è un vino prodotto con uve di un vitigno autoctono del territorio, l’Aglianico appunto, coltivato in zone collinari a quote comprese fra 200 e 700 metri s.l.m. Si ritiene che questo vitigno sia stato introdotto nell’Italia meridionale ai tempi della Magna Grecia; sul territorio e in letteratura sono presenti numerose testimonianze che ci raccontano di come in età antica questo vino fosse uno dei capisaldi dell’economia locale.

Aglianico del Vulture DOC

Come, esempio, negli scritti di Quinto Orazio Flacco – meglio conosciuto come Orazio – nei quali emerge in maniera inequivocabile l’amore per questo vino rosso e dal sapore intenso.

L’etimologia del termine “Aglianico” è ancora oggetto di dibattito fra gli studiosi, dal momento che potrebbe derivare dall’espressione Vitis Ellenica utilizzata dai Romani.

Un’altra ipotesi piuttosto accreditata fa risalire invece il nome di questo vitigno ad Elea, un’antica città lucana affacciata sulla costa tirrenica. Il termine “Aglianico”, successivamente, nascerà da una storpiatura linguistica introdotta dagli aragonesi che nel XV secolo furono i dominatori della Lucania. In castigliano, infatti, la doppia “l” viene pronunciata con il suono “gl”: da “Ellenico”, dunque, a… Aglianico!

Produzione e riconoscimenti dell’Aglianico

I quindici Comuni interessati dalla produzione di Aglianico del Vulture DOC sono

  • Rionero in Vulture
  • Venosa
  • Melfi
  • Genzano di Lucania
  • Barile
  • Rampolla
  • Acerenza
  • Atella
  • Forenza
  • Lavello
  • Banzi
  • Ripacandida
  • Ginestra
  • Maschito
  • Palazzo San Gervasio

tutti ubicati in provincia di Potenza.

La vendemmia viene tradizionalmente effettuata a partire dalla seconda metà di ottobre per 3-4 settimane, sino alla metà di novembre. La resa massima per ettaro è stabilita in 100 quintali, mentre la resa delle uve in vino non deve superare il 70%. L’intero processo produttivo, compresa la vinificazione e il successivo invecchiamento obbligatorio, deve essere svolto interamente nell’ambito della zona di produzione sopra specificata.

Grazie alle sue eccellenti caratteristiche organolettiche, ed alla somiglianza con un noto vitigno piemontese, questo vino è stato soprannominato con orgoglio il “Barolo del Sud”. L’Aglianico del Vulture è uno dei vini rossi italiani più apprezzati sia in campo nazionale che internazionale e a dimostrazione di ciò basta citare le undici “Gran Menzioni” e la “Medaglia d’Oro” assegnate al vino nel 2010 corso della popolare manifestazione Vinitaly di Verona.

L’eccellente qualità di questo prodotto vitivinicolo lucano, unitamente alla sua lunga storia di produzione, hanno fatto sì che il riconoscimento della DOC (Denominazione di Origine Controllata) avvenisse già nel 1971. Un ulteriore riconoscimento è stato, in anni recenti, l’assegnazione della DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita) all’Aglianico del Vulture di tipologia “Superiore”.

Attualmente l’Aglianico del Vulture DOC viene prodotto da oltre 50 aziende presenti sul territorio, per un totale di oltre 1500 ettari coltivati. Le aziende vitivinicole producono complessivamente oltre 3.8 milioni di bottiglie all’anno, commercializzate con ben 113 etichette diverse.

Tutti gli anni, nel comune di Venosa, viene inoltre organizzata una manifestazione interamente dedicata all’Aglianico del Vulture, denominata Aglianica Wine Festival (vedi link in fondo alla pagina).

Caratteristiche dell’Aglianico

L’Aglianico del Vulture DOC è caratterizzato da un bel colore rosso rubino nel quale compaiono, con il procedere dell’invecchiamento, riflessi granata o aranciati. Il profumo è intenso e armonico, ed anch’esso si accentua con l’età. Al palato questo vino presenta un sapore caldo, sapido ed asciutto, complessivamente molto armonico ed equilibrato e che con l’invecchiamento diventa sempre più vellutato; il contenuto di tannini è ideale. La gradazione alcolica è compresa, a seconda delle tipologie, fra 11.5° e 14°.

Questo vino si presta in modo ideale all’invecchiamento, ed è commercializzato anche nelle tipologie “Vecchio” (invecchiato almeno 3 anni, di cui due in botti di legno) e “Riserva” (minimo 5 anni, anche in questo caso almeno due in botti di legno).

L’Aglianico del Vulture non invecchiato non può essere messo in vendita prima che sia trascorso un anno dalla vendemmia, e comunque non prima del 1° novembre dell’anno successivo. Esiste inoltre un Aglianico del Vulture di tipologia “Spumante”.

Oltre alle specialità a DOC e DOCG, in questa zona della Basilicata si producono anche vini senza marchio ma comunque degni di menzione come ad esempio l’“Aglianico di Filano”, originario dell’omonimo paesino del Vulture meridionale, l’“Aglianico Dolce”, un interessante vino da dessert dal buon corpo, e l’“Aglianico di Rionero”, prodotto nel territorio di Rionero in Vulture.

Come gustare al meglio l’Aglianico

Grazie al suo sapore intenso e corposo, l’Aglianico del Vulture DOC si presta particolarmente bene all’abbinamento con carni (bianche, ma soprattutto rosse) cotte allo spiedo o al forno. Questo vino è ideale anche per brasati, arrosti e ricchi piatti a base di selvaggina e cacciagione, senza dimenticare i formaggi stagionati saporiti come ad esempio il caciocavallo lucano, il cacio bucato, con il suo sapore leggermente piccante, oppure ancora il canestrato di Moliterno IGP prodotto con latte di pecora e capra.

La temperatura di servizio consigliata è di 18-20°C.

Nella sua versione spumantizzata, l’Aglianico del Vulture rappresenta l’accompagnamento ideale per dolci e dessert, come ad esempio crostate di frutta, piccola pasticceria e dolci tradizionali. In questo caso il vino va servito più freddo, intorno agli 8-12°C circa.

Approfondire l’Aglianico su internet

  • Aglianico del Vulture
    Sito interamente dedicato al vino Aglianico del Vulture, sul quale è possibile trovare informazioni sul territorio di produzione, sulle cantine e sul Consorzio di Tutela che si occupa della promozione e dei controlli sul prodotto. Molto interessante è l’“Aglianico Blog”, in costante aggiornamento con notizie, approfondimenti ed informazioni utili.
  • Aglianica Wine Festival
    http://www.liberovino.it/
    Sito ufficiale della manifestazione interamente dedicata all’Aglianico del Vulture DOC che si tiene tutti gli anni a Venosa (Potenza). Nel corso dell’evento, che nel 2011 ha visto svolgersi la 13° edizione, è possibile partecipare a dibattiti ed incontri sul mondo del vino, spettacoli culturali e di intrattenimento e naturalmente degustare i migliori prodotti locali lucani: non solo vini, ma anche formaggi, salumi e altre prelibatezze.
  • Disciplinare di Produzione
    Testo completo del Disciplinare di Produzione dell’Aglianico del Vulture DOC.
  • Vino Basilicata – Aglianico del Vulture DOC
    http://www.vinobasilicata.it/Aglianico-del-vulture-doc/
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Una risposta

  1. Salvatore giaquinta

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